	{"id":4043,"date":"2023-11-17T08:08:00","date_gmt":"2023-11-17T08:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/andreariccardi.it\/la-chiesa-brucia-a-volte-succede-ma-dalla-crisi-passione-e-speranza\/"},"modified":"2023-11-17T08:08:00","modified_gmt":"2023-11-17T08:08:00","slug":"la-chiesa-brucia-a-volte-succede-ma-dalla-crisi-passione-e-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreariccardi.it\/en\/la-chiesa-brucia-a-volte-succede-ma-dalla-crisi-passione-e-speranza\/","title":{"rendered":"La Chiesa brucia?. A volte succede. Ma dalla crisi passione e speranza"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Lo storico Andrea Riccardi interpreta un evento del passato come illuminante della vicenda attuale del cattolicesimo. Pubblichiamo ampi stralci dell\u2019intervento che Andrea Riccardi pronuncer\u00e0 oggi al convegno internazionale \u201cSan Paolo fuori le Mura &#8211; Incendio e ricostruzione\u201d che si svolge presso la stessa basilica a Roma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La Chiesa cattolica viveva la sfida di ricostruire della societ\u00e0 cristiana, una restaurazione \u201cimpossibile\u201d dopo la Rivoluzione Francese e le riforme napoleoniche. Per spiriti critici e appassionati, come Felicit\u00e9 de Lamennais, personalit\u00e0 rifondatrice del cattolicesimo ottocentesco, la restaurazione era fallimentare: chiedeva invece alla Chiesa di cambiare rotta, giocandosi come movimento legato al papato, nel quadro delle libert\u00e0 moderne. Nel clima di crisi della restaurazione, proprio a Roma, cui tanti cattolici d\u2019oltralpe guardavano con attenzione e devozione, s\u2019incendi\u00f2 la basilica di San Paolo. Roma era citt\u00e0 in gravi difficolt\u00e0 come lo Stato Pontificio. Leone XII, nell\u2019enciclica\u00a0<em>Ad plurimas<\/em>\u00a0per la ricostruzione della basilica, ammette la crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive giustamente Richard Wittman nel libro dedicato a San Paolo fuori le mura,\u00a0<em>Ricostruire la Chiesa:<\/em>\u00a0\u201cL\u2019incendio della basilica di San Paolo non poteva che essere percepito come una potente metafora: un segno dell\u2019ira divina o un presagio di imminenti, ancora pi\u00f9 gravi catastrofi. Tutto questo port\u00f2 a vedere la ricostruzione come una necessit\u00e0 pressante.\u201d Molto \u00e8 stato detto su come i contemporanei, a Roma e nel mondo, videro l\u2019incendio. Mio compito \u00e8 una riflessione sul fuoco della distruzione e sulla fatica della ricostruzione in una chiave contemporanea. \u00c8 un compito che incrocia la mia sensibilit\u00e0, perch\u00e9 nel 2021 ho scritto con passione un libro dal titolo\u00a0<em>La Chiesa brucia, crisi e futuro del cristianesimo,<\/em>\u00a0partendo dalla metafora dell\u2019incendio di Notre Dame, tra il 14 e il 15 aprile 2019, quasi due secoli la distruzione di San Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 incendio della chiesa madre di Parigi ha suscitato l\u2019emozione di tanti cristiani e non cristiani, mostrando la fragilit\u00e0 di un edificio che da secoli presidiava con saldezza il cuore della capitale. L\u2019evento ha assunto un aspetto simbolico della fine della Madre, la Chiesa, alle radici di tanta storia d\u2019Europa. Bruscamente, come incendio che divampa la notte, ha materializzato la sorte del cattolicesimo in Europa, il suo declino costante. Nella storia del XXI secolo la Chiesa in realt\u00e0 non brucia spesso con il fuoco, anche se gli incendi -come quello di Notre Dame- ci fanno improvvisamente pensare alla sua fine, anzi scoprirla in atto nelle nostre citt\u00e0 e campagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Il martirio cristiano del XX secolo si connette anche alla distruzione delle chiese. In Urss, dove si \u00e8 svolta la pi\u00f9 grande e lunga persecuzione anticristiana del Novecento, con un numero di martiri di circa un milione e mezzo, \u00e8 avvenuto un cambiamento, se non una devastazione, del panorama di citt\u00e0 e campagne, con la distruzione di migliaia di chiese che con la loro caratteristica architettura segnavano l\u2019orizzonte. Le poche chiese rimaste sono particolari opere architettoniche o destinate ad altri usi. Cos\u00ec, nella Russia postsovietica, la Chiesa ortodossa si sia impegnata in una ricostruzione sistematica delle chiese, replicandone lo stile del passato, a partire dalla imponente cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, la pi\u00f9 grande chiesa ortodossa del mondo, fatta saltare da Stalin nel 1931. La sua ricostruzione nel 2000, sostenuta anche dallo Stato, esalta la sinfonia tra Chiesa e Stato. Nella Federazione russa, la ricostruzione delle chiese manifesta un progetto di restaurazione ortodossa, quella della Santa Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra civile spagnola, per lo scatenarsi tragico di una persecuzione antireligiosa di massa, ha colpito anche molti edifici di culto con distruzioni, incendi, profanazioni. \u00c8 stata cos\u00ec intensa che una raccolta di fotografie di chiese distrutte nella sola arcidiocesi di Barcellona, dal 1936 al 1939, porta il titolo di\u00a0<em>El martiri des temples,<\/em>\u00a0come se anche le chiese fossero martiri in tempo di martirio. Le distruzioni volevano imprimere un altro volto alla societ\u00e0 spagnola, facendo sparire anche le persone di molti cattolici, vescovi, preti, religiosi. A Barcellona, l\u2019arcivescovo scomparve misteriosamente. Dalla fine della guerra civile, le chiese furono sistematicamente restaurate o ricostruite con l\u2019aiuto del regime cattolico e autoritario di Franco. Anche nel caso spagnolo, la ricostruzione delle chiese si accompagnava alla restaurazione del regime cattolico del falangismo, dopo la Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Novecento, con l\u2019impegno pastorale rinnovato, si \u00e8 espressa una passione per costruire nuove chiese. Il che \u00e8 anche un grande problema finanziario. Fino a ieri, la grande sfida nelle citt\u00e0 europee era costruire nuove chiese per accompagnare lo sviluppo urbanistico delle periferie. L\u2019impegno non si \u00e8 fermato dopo il Vaticano II, anzi ha trovato nuovo incremento, nonostante fosse sottoposto a forte critica da parte del mondo della \u201ccontestazione cattolica\u201d. In questi ambienti si notava come, con parte della gente in abitazioni improprie, non si sarebbero dovute impegnare tante risorse per le chiese. L\u2019abate Franzoni, come ordinario di San Paolo, nella lettera pastorale&nbsp;<em>La terra \u00e8 di Dio<\/em>&nbsp;del 1973, si associava alla critica. Sulle chiese spuntavano scritte critiche di questo tipo: \u201c-chiese e +case\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fuoco \u00e8 degli edifici per la Chiesa e la societ\u00e0? Il fuoco scrive Luigi Epicoco \u00abha tre grandi caratteristiche:\u00a0<em>bruciare, illuminare, riscaldare.<\/em>\u00a0Se le seconde due esperienze sono costruttive -aggiunge- vedremo pi\u00f9 avanti che anche la prima caratteristica, nella sua devastazione, ha uno scopo essenziale \u00bb. Tre caratteristiche positive in fondo. La solitudine \u00e8 compagna dell\u2019occidentale con il suo clima freddo. La crisi della Chiesa non \u00e8 fuoco, ma freddo. Freddo che gela le nostre chiese. La freddezza riduce la pratica domenicale, specie dei giovani. E\u2019 il calo delle vocazioni, con conseguenze pesanti, come la riduzione delle liturgie. In Europa si chiudono le chiese, le si abbandonano o le si vendono. Il freddo, non il fuoco, serra le porte: \u00e8 il disinteresse dei fedeli che non le abitano pi\u00f9 con preghiera e passione.<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 di tante chiese chiude dal freddo e la crisi della Chiesa non possono essere affrontate nella prospettiva della gestione, ma vanno vissute come una grande crisi, di cui tutti i cristiani devono essere drammaticamente consapevoli. \u201cGestione\u201d esprime la cultura con cui molti, specie i leader ecclesiali, affrontano la congiuntura: si accetta la cultura del declino. Quale alternativa? Il declino \u00e8 il futuro. Visione, responsabile e un po\u2019 fredda, che guida alla riorganizzazione delle forze. Sforzi enormi sono fatti per presidiare il territorio e rendere possibile l\u2019accesso alle liturgie. La cultura del declino \u00e8 realistica, responsabile, ma convinta tristemente che il cristianesimo sar\u00e0 sempre pi\u00f9 minoranza. Aggiungo che c\u2019\u00e8 anche la risposta tradizionalista: una minoranza pura e dura, che viva luoghi di culto preconciliari: scelta di non molti, ma attrattiva su segmenti di giovani preti.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura del declino -nota un testo che deve molto a Giuseppe De Rita, Gregge smarrito- genera l\u2019irrilevanza nella societ\u00e0 (\u00abUna Chiesa che agisce senza parlare e parla senza contare\u00bb), l\u2019uscita della cultura cattolica dal dibattito pubblico, l\u2019evaporazione della dimensione culturale. La Chiesa che brucia \u00e8 una crisi drammatica che tutti i cristiani devono assumere. E non solo i cristiani. Per comprenderla, bisogna avere il coraggio di estremizzare. Aveva ragione Jean Delumeau, grande storico, che si chiedeva nel 1977: Il cristianesimo sta per morire? La domanda va posta a fondo per cogliere la profondit\u00e0 della crisi, annunciata dalle pietre, ma reale nella societ\u00e0. La Chiesa brucia? Il cristianesimo sta per finire? C\u2019\u00e8 un legame tra il futuro della fede e della Chiesa con il futuro delle chiese, anche se il primo \u00e8 tanto pi\u00f9 grande dell\u2019ultimo. Per pi\u00f9 di mezzo secolo, la Chiesa ha parlato di evangelizzazione, ma i praticanti sono diminuiti costantemente: \u00e8 rozzo dirlo cos\u00ec, ma \u00e8 vero.\u00a0<strong>I<\/strong>\u00a0l senso di crisi non porta al pessimismo, anzi pu\u00f2 generare speranza e passione. I non praticanti sono aumentati, ma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019ostilit\u00e0 gretta e ideologica di ieri verso la Chiesa, mentre esiste un mondo molto attento ad essa. Non essere praticanti non vuol dire non essere legati al cristianesimo -spiega Val\u00e9rie Le Chevalier, che parla di \u00abcredenti non praticanti \u00bb. Gli emigrati portano storie di fede intense. Lo si vede con i latino-americani e gli africani, che in Gran Bretagna ripopolano le chiese. Non c\u2019\u00e8 cos\u00ec freddo attorno alla Chiesa come si dice, anche se c\u2019\u00e8 freddo attorno alle chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il vero problema \u00e8 il \u201ccambiamento climatico culturale\u201d del nostro mondo, come diceva acutamente il rabbino Sacks: il passaggio dal noi al mondo dei tanti io soli, che non fanno comunit\u00e0 e famiglia. La societ\u00e0 \u00e8 tanto cambiata. L\u2019io pu\u00f2 amare la spiritualit\u00e0, ma poco una via ecclesiale in cui ci si salva insieme, \u201cnella stessa barca\u201d -dice Francesco. Il papa, nell\u2019Evangelii gaudium, all\u2019inizio del pontificato aveva indicato una via. Documento poco recepito da buona parte della Chiesa, perch\u00e9 chiedeva di abbandonare la cultura del declino e della riorganizzazione, a suo modo rassicurante, per credere che il Vangelo sia il futuro e che ancora non ne abbiamo vissuto le sue potenzialit\u00e0 appieno. Il Vangelo, che \u00e8 il futuro, riunisce una piccola\/ grande comunit\u00e0, un noi. Il noi \u00e8 il calore e passione, mentre la solitudine dell\u2019io \u00e8 freddo. Il noi \u00e8 la comunit\u00e0. Papa Francesco ci chiede di abbandonare la cultura del declino e della riorganizzazione, per credere che il Vangelo \u00e8 il futuro e che ancora non ne abbiamo vissuto le sue potenzialit\u00e0 appieno Il martirio cristiano del XX secolo si connette anche alla distruzione dei luoghi di culto. In Urss, dove si \u00e8 svolta la pi\u00f9 grande persecuzione del Novecento, \u00e8 avvenuta una devastazione dell\u2019intero panorama, con la distruzione di migliaia di edifici sacri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo storico Andrea Riccardi interpreta un evento del passato come illuminante della vicenda attuale del cattolicesimo. Pubblichiamo ampi stralci dell\u2019intervento che Andrea Riccardi pronuncer\u00e0 oggi al convegno internazionale \u201cSan Paolo fuori le Mura &#8211; Incendio e ricostruzione\u201d che si svolge presso la stessa basilica a Roma. 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