di Giacomo Galeazzi

23/08/2019 Intervista a Andrea Riccardi: “Abbandonare la politica della paura e ricucire un tessuto comunitario”

di Redazione

Fonte: La Stampa

«Sul buon governo può consolidarsi una nuova maggioranza», afferma lo storico Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio, presidente della Società Dante Alighieri, ex ministro della Cooperazione.
Cosa unisce Pd e 5 stelle?
«Sono partiti con storie e antropologie diverse. Può unirli la sfida di lavorare al governo con pazienza. 5 stelle e Pd fanno fatica a trovarsi insieme, anche come valori, ma possono farlo affermando il primato del buon governo. La sfida è riprendere a governare l’Italia : è un servizio necessario».
Ma con quale programma? 
«Va garantita la governabilità con la maggioranza possibile. Il buon governo funziona nelle sedi istituzionali, fa e non sta in campagna elettorale permanente, ascolta i cittadini e rìsponde al Parlamento. In un’età post-ideologica serve pazienza per lavorare su un programma di governo. Bisogna uscire dall’interesse di parte. E’ un momento grave: c’è bisogno di sguardo da statisti e coraggio di superarsi. Troppi leader non guardano oltre al loro destino personale e della propria parte».
Come si archivia la stagione sovranista-populista? 
«Gli italiani non stanno bene: sono spesso spaesati e arrabbiati, confusi in una massa. Bisogna sporcarsi le mani nella società e ricostruire un tessuto comunitario, capace di mediare e integrare un mondo di soli. L’emergenza non è l’invasione alle frontiere, ma è dentro la società. Serve una risposta ai 150 mila che se ne vanno ogni anno dal Paese».

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