di Alessandro Zaccuri

30/03/2019 Intervista. Andrea Riccardi: «Senza italiano il Made in Italy muore»

di Redazione

Fonte: Avvenire

«La nostra lingua viene identificata con bellezza e cultura. Veicolare i nostri prodotti sganciandoli dal loro idioma li priva di identità». Parla il presidente della “Dante”

Cosmopolita per vocazione, finora la Società Dante Alighieri non hai mai celebrato un congresso fuori dal continente europeo. Avverrà per la prima volta l’estate prossima, dal 18 al 20 luglio, quando l’Universidad Católica di Buenos Aires ospiterà i lavori di “Italia, Argentina, mondo: l’italiano che unisce”. Si tratta dell’83mo congresso internazionale della Dante, nel solco di una tradizione avviata nel 1890 e la cui manifestazione più recente risale al 2015, nell’ambito di Expo Milano. (www.congressoladante.org).

Per Andrea Riccardi è ormai una missione: «Dall’italnostalgia – dice – dobbiamo passare all’italsimpatia: dalla difesa di un passato rievocato con rimpianto alla consapevolezza che la nostra lingua è ancora oggi molto amata e apprezzata». Storico autorevole e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Riccardi è stato da poco confermato presidente della Società Dante Alighieri, l’associazione che dal 1889 promuove e diffonde l’italiano nel mondo. «Durante il mio primo mandato – spiega – ho dovuto lavorare molto per il risanamento finanziario della Dante, al quale hanno fortunatamente contribuito i governi succedutisi negli ultimi anni. Certo, ancora non disponiamo dei fondi erogati dai rispettivi Paesi al Goethe-Institut tedesco, all’Alliance Française, al Cervantes spagnolo o al Camões portoghese, ma non possiamo dimenticare che in tutti questi casi si tratta di agenzie statali. La Dante, invece, ha una natura mista».

CONTINUA A LEGGERE >