05/03/2019 Riccardi: non c’è nulla da temere dall’apertura degli archivi di Pio XII

di Redazione

Lo storico del Cristianesimo e fondatore della Comunità di Sant’Egidio: «Finalmente saranno chiari i motivi delle sue scelte. Ora parlerà la storia»

Quanto è importante rendere pubbliche le carte?

«La decisione del Papa è molto positiva. C’era l’ipotesi di aprire l’archivio solo fino al 1945, ma io ero assolutamente contrario perché serve tutto il pontificato, come ha stabilito Francesco».

Come descrive l’attesa di questa apertura?

«C’è troppo timore per quello che le carte contengono. Anzi, la discronia tra il lavoro degli storici contemporanei e l’apertura degli archivi non ha giovato alla Santa Sede, perché si è lavorato su carte secondarie».

Che cosa deve temere la Chiesa?

«Nulla. Certo, con Pio XII ci troviamo davanti a un problema molto particolare: la questione della guerra e dei silenzi di fronte alle atrocità naziste, alla Shoah. Ma sono convinto che l’immagine che emergerà darà la storia concreta, la percezione dei protagonisti di questi eventi e spiegherà i motivi delle scelte. Del resto già Paolo VI nel 1965 aveva cominciato la pubblicazione degli “Atti e documenti della Santa Sede relativi al periodo della II Guerra Mondiale”, quindi abbiamo già avuto un aperitivo di quelle che potranno essere le carte».

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