16/09/2016 Intervento di Andrea Riccardi all’Assemblea di apertura dell’incontro “Sete di Pace” ad Assisi

Signor Presidente della Repubblica,
Signor Presidente della Repubblica Centroafricana,
Altezza Reale il Granduca del Lussemburgo,
Santità,
Illustri Rappresentanti delle Religioni Mondiali,
Cari Amici,

trovare qui, ad Assisi, tante personalità religiose, umanisti, credenti di diverse religioni, è per me una grande emozione ed una soddisfazione. Ricordo, trent’anni fa, quando si disegnò, sull’orizzonte della città di San Francesco, un’intuizione semplice quanto profonda: che le religioni fossero insieme per far fronte alla sfida della pace di fronte al mondo! Non era cosa scontata. Non lo è nemmeno oggi, quando il totalitarismo religioso si fa violenza e terrorismo.

Un fatto semplice ma nuovo: pregare per la pace, non più gli uni contro gli altri com’era avvenuto per secoli, forse per millenni. Giovanni Paolo II invitò ad Assisi i leader delle religioni del mondo in quel 27 ottobre 1986. Ricordo Assisi in quel giorno, freddo e ventoso, pervaso però di luce. C’era la sensazione di una giornata storica.

Non si parlò né si parlamentò. Si pregò solamente in un atteggiamento pacificato: gli uni accanto agli altri per la pace. Fu un’immagine inedita, quasi una moderna icona: i leader religiosi -con la varietà dei loro abiti tradizionali- raccolti insieme. Quell’immagine aveva una bellezza, quasi un’estetica del dialogo. Mostrarsi insieme testimoniava ai rispettivi fedeli che vivere assieme era possibile e che i popoli erano un’unica grande famiglia. Giovanni Paolo II disse: “Forse mai come ora nella storia dell’umanità è divenuto a tutti evidente il legame intrinseco tra un atteggiamento autenticamente religioso e il gran bene della pace.”

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