30/06/2018 Noi e i migranti. Si scarica sui più deboli la paura del futuro

di Redazione

Fonte: Famiglia Cristiana

Gli italiani sono diventati razzisti? Non credo, ma ci sono stati cambiamenti profondi nella coscienza e nei sentimenti della gente di cui dobbiamo renderci conto. Le riflessioni di Andrea Riccardi

Alcuni immigrati in Italia o anche cittadini italiani con caratteri somatici non europei mi raccontano che spesso, sui mezzi pubblici, sono fatti segno di espressioni aggressive. Tanto che hanno elaborato strategie di comportamento, fatte di pazienza e di silenzio di fronte alle provocazioni. Gli italiani sono diventati razzisti? Non voglio parlare soltanto dei movimenti specificamente razzisti, che rappresentano una parte marginale della società. Penso alla massa dei nostri concittadini. Sono diventati razzisti in maggioranza? Non credo, ma ci sono stati cambiamenti profondi nella coscienza e nei sentimenti della gente di cui dobbiamo renderci conto. Lo si è visto con la crescita della paura nei confronti dei migranti, anche in una stagione in cui gli sbarchi sono diminuiti, quindi ci sarebbe da avere meno timore. Papa Francesco ha recentemente affermato che gli allarmi populisti sui migranti «stanno creando una vera psicosi», mentre l`Europa invecchia e, senza nuovi europei, «diverrà vuota».
È un discorso realista, su cui concorda – per esempio – il mondo industriale che, in Germania, chiede nuovi immigrati. Ma i discorsi realistici non sembrano rispondere ai sentimenti della gente. Non pochi italiani si portano dentro la paura del futuro. Di che cosa hanno paura? Ci sono molte risposte a questa domanda: migranti, crisi economica, terrorismo, criminalità e via dicendo. Il disagio del vivere quotidiano accresce la paura. Si vuole una soluzione immediata dei problemi, fatta di risposte forti. Ma si vuole una soluzione o un`illusione?

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