04/08/2019 Da quelle vite spezzate deve nascere un’Italia migliore

di Redazione

Fonte: Famiglia Cristiana

Bisogna che la politica (e ciascuno di noi) si attivi per ricostruire in città e paesi un autentico tessuto civile.

La riflessione di Andrea Riccardi dopo i fatti di cronaca che hanno colpito la Capitale

Un altro carabiniere è purtroppo caduto: Mario Cerciello Rega, colpito nella notte a Roma. È il terzo dal 1° gennaio 2019. Non prestiamo abbastanza attenzione a queste vite spezzate per la sicurezza del Paese. Ci accorgiamo solo delle criticità delle forze di polizia. Ora non serve gridare «pena di morte!». È inutile e controproducente. Invece bisogna essere a fianco dei carabinieri e delle Forze dell’ordine, la parte più esposta di una comunità nazionale che ha il suo punto di forza nella solidarietà, nel rispetto delle regole e della vita di tutti. Lo diciamo con convinzione in una società che rischia di smarrire l’orgoglio di sé e di lasciarsi prendere da uno spirito di declino. Siamo troppo pessimisti sull’Italia. C’è invece tanta brava gente nel nostro Paese. Uno di questi era il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega: 35 anni, sposato da poco con Rosa Maria (il cui dolore ci tocca tutti), ben conosciuto per la sua disponibilità dalla gente nella zona centrale di Roma attorno al Monte di Pietà. Il lavoro era per lui un servizio. Mario era un credente: aiutava i senza fissa dimora nella notte a Roma, faceva il barelliere nei pellegrinaggi a Lourdes. Aveva una fede profonda e solidale. La sua vita non ha fatto notizia, ma si tratta di quelle esistenze che nascostamente rendono l’Italia migliore. Chi lo ha ucciso?

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