18/04/2019 Dall`Afghanistan a Lesbos: il nostro oblio cancella vite

di Redazione

Un territorio di 86 mila abitanti accoglie 7 mila rifugiati giunti soprattutto da Kabul e dintorni. Abbandonati. La vita è attesa e il futuro europeo impallidisce. Una riflessione di Andrea Riccardi

Sono stato nell’isola greca di Lesbos: 86 mila abitanti. Qui andò Francesco nel 2016 e tornò con una ventina di profughi siriani. Allora si accesero i riflettori sui rifugiati, oggi sono spenti. Vi si trovano più di 7 mila rifugiati, giunti dalla vicina Turchia con barche improprie. Afghani all’80%. Poveri afghani! Un Paese in mano ai talebani che, nel 2001, fu attaccato dagli americani e altri, dopo l`11 settembre. Diciotto anni di guerra. Una spesa di 900 miliardi di dollari (di cui 827 gli Usa, 7,5 l`Italia): circa 30 mila per afghano che, da parte sua, guadagna 600 dollari l`anno. L`Afghanistan è ancora in buona parte sotto i talebani (a che serve la guerra?). La gente fugge: tre milioni sono rifugiati, su 33 milioni di abitanti.A Lesbos c`è Moria, un campo cintato con il filo spinato. Accanto, molte tende di fortuna, squassate dal vento, tanto che ci sono stati vari morti per il freddo dell`inverno. Fili di elettricità rubata. Pochi bagni: uno per 72 persone (e 84 per la doccia). Una famiglia afghana scava una buca per un forno per il pane e me lo offre a ogni costo. Aspettano la risposta da mesi. Niente li ha fermati in viaggi lunghissimi, ma ora sono bloccati di fronte al filo spinato dei campi.

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