14/10/2016 Il più grande massacro di cristiani in Africa.. per mano italiana nel 1937

di Redazione

Fonte: Corriere della Sera - SETTE

Andrea Riccardi sul massacro dei monaci di Debre Libanos, in Etiopia, compiuto dalle truppe italiane durante il fascismo, nel 1937. Una pagina di storia da non dimenticare.

Pochi lo sanno, ma il più grande massacro di cristiani in Africa è stato compiuto, nel febbraio de1 1937, dalle truppe italiane nel monastero etiope di Debre Libanos

Il più grande massacro di cristiani in Africa è stato compiuto dalle truppe italiane nel monastero etiope di Debre Libanos. Il grande pubblico lo ignora. Anzi, nel 2012, ad Affile nel Lazio, è stato inaugurato un monumento a chi volle quel massacro, il maresciallo Graziani, viceré d’Etiopia Graziani finì la propria carriera militare a Salò e, dopo la guerra, fu presidente onorario del Msi.
Il maresciallo ordinò il massacro, dopo l’attentato contro di lui ad Addis Abeba il 17 febbraio 1937. Oggi TV2000, il canale televisivo della Chiesa italiana, fa conoscere questa storia dimenticata con un docufilm di Antonello Carvigiani da un’idea di Lucio Brunelli. L’apporto degli storici, i documenti e la testimonianza di un novantenne (che bambino assistette ai massacri di nascosto) danno la dimensione del dramma. Graziani subì un attentato il 19 febbraio 1937. La reazione fu pesantissima con la strage di migliaia di persone, in un’operazione di squadrismo fascista “accoppando indigeni” e conducendo alla morte “mandrie di negri”, come racconta il giornalista del Corriere, Ciro Poggiali, nel suo diario.
Gli italiani “brava gente”, fascistizzati e fanatizzati, rivelarono un altro volto. Il viceré intendeva saldare i conti anche con la Chiesa etiope, che sospettava di animare la resistenza all’Italia. Gli dette motivo qualche contatto dei due attentatori con l’ambiente del monastero. Il 19 maggio 1937, si disse in possesso di prove sicure del coinvolgimento dei monaci (inesistente) nell’attentato e ordinò la strage al generale Pietro Maletti. Il monastero, a 80 km dalla capitale, è un polmone religioso del paese, fondato nel XIII secolo da San Tekle Haimanot, la cui festa si celebrava – con quella dell’arcangelo Michele – proprio quando arrivò l’ordine di Graziani.

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