18/07/2019 La Libia approdo sicuro? Tra guerra e lager è un inferno

di Redazione

Fonte: Famiglia Cristiana

Se non si muoverà qualcosa, gli europei saranno accusati di aver abbandonato i profughi in un “inferno” come la Libia. Perché questa è la Libia di oggi. Non lontano da noi ci sono 200 mila persone allo stremo. Apriamo corridoi umanitari insieme ad altri Paesi Ue. La riflessione di Andrea Riccardi

Più volte abbiamo parlato del dramma dei rifugiati e migranti in Libia: specie nei campi di detenzione ufficiali e in quelli “privati” dei vari signori della guerra e delle mafie. Abbiamo sempre auspicato l’apertura di corridoi umanitari per salvarli. Il recente bombardamento aereo del generale Haftar su un campo di profughi ha provocato quaranta morti. Come si può parlare della Libia come di una terra che offre garanzie di vivibilità e di porti sicuri? Come restare indifferenti?

Papa Francesco, in un recente Angelus, si è così espresso dopo la morte dei quaranta profughi: «La comunità internazionale non può tollerare fatti così gravi. Prego per le vittime… Auspico che siano organizzati in modo esteso e concertato i corridoi umanitari per i migranti più bisognosi».

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