08/12/2019 La nuova Commissione guidata dalla von der Leyen. La sicurezza di Ursula nell’Europa inquieta

di Redazione

Fonte: Famiglia Cristiana

Clima, economia, immigrazione: temi chiave su cui la presidente ha mostrato una visione di ampio respiro. Non è stato semplice arrivare alla formazione della Commissione europea di Ursula von der Leyen. Ci sono voluti mesi per comporre le volontà dei partiti e degli Stati. Oggi però abbiamo una Commissione con una visione del futuro illustrata dal discorso della presidente al Parlamento europeo il 27 novembre scorso.

Forse molti non avranno seguito i quattro mesi necessari per arrivare al risultato. Qualcuno ironizzerà sui tempi lunghi. Non è facile mettere insieme la sensibilità di ventotto Stati (la Gran Bretagna sta per andarsene). Ma è l’Unione! Una grande democrazia. Le critiche al meccanismo complesso vengono dal culto dell’immediatezza, della democrazia diretta, che ha tanto il sapore del populismo. La democrazia europea è una costruzione salda e complessa, trasparente, capace di produrre una visione politica per i prossimi cinque anni.

La presidente ha composto una Commissione che «rappresenta culture, Paesi e contesti diversi e riunisce diversi colori politici»; ha messo in luce il ruolo dell`Europa, «potenza responsabile», come «forza a favore della pace e del cambiamento». L’Unione avrà una politica costruttiva e di dialogo «in questo mondo instabile», in cui «sono troppi i poteri che parlano esclusivamente il linguaggio dello scontro e dell’unilateralismo», ha detto. Una simile politica è frutto della natura democratica e composita dell`Unione. Non significa però debolezza. La von der Leyen, infatti, ha evidenziato come l’Europa sia una forza. Questo va fatto notare a quanti confondono l’aggressività con la forza: «Siamo la prima potenza commerciale mondiale… il principale esportatore mondiale di manufatti e servizi… la maggior fonte e destinazione mondiale di investimenti». L’Europa non è trascurabile, ma è un “gigante” nel quadro internazionale. Una forza con una visione di lungo periodo.

Tanti i capitoli di questa visione: la politica della protezione del clima («Abbiamo il dovere di agire e il potere di assumere la guida»), l’Agenzia europea per la cybersicurezza, lo sviluppo sostenibile e l’economia sociale di mercato, l’agricoltura («elemento prezioso della nostra cultura e del nostro futuro»). Non potevano mancare i rifugiati e gli immigrati con l’impegno di lotta contro i trafficanti di esseri umani. Due princìpi: la solidarietà con chi soffre e la responsabilità.

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