17/09/2019 Il cielo non si imprigiona nelle frontiere. Riccardi a #Pazsinfronteras

di Redazione

Signor Presidente della Repubblica Centroafricana,
Illustri Leader delle grandi religioni mondiali,
vorrei dare il benvenuto da parte della Comunità di Sant’Egidio a quanti partecipano a questo convegno, sul cui significato mi soffermerò. Non prima di aver ringraziato il signor cardinale Don Carlos Osoro Sierra, il quale ha tenuto che Madrid fosse, per qualche giorno, capitale di dialogo, convinto che il dialogo ci salverà, non i confini. Grazie signor cardinale!
Pace senza confini può apparire un’utopia. Le frontiere non sono un argine all’instabilità? I confini, tracciati nei secoli, identificano i Paesi e sono alle identità nazionali: come le pareti della casa che offrono intimità e identità a una famiglia.  Del resto esistono anche confini tra religioni e Chiese, che si distinguono per esperienze spirituali e contenuti teologici differenti.
Nel mondo globale, tutti abbiamo bisogno, per vivere, di una casa dal perimetro delimitato. Una nazione, una lingua, una cultura, rappresentano una casa. In questi tempi, ne abbiamo bisogno anche per ripararci dai venti freddi di una globalizzazione omologante, schiacciante, tutta economica e mercantile, che spazza via culture e radici. La distruzione delle identità porta allo sradicamento, terreno di sviluppo dei fanatismi e dei radicalismi.
Il problema non è l’esistenza dei confini. E’ invece come vivere le frontiere in un mondo, grande e talvolta terribile. Spesso confini respingenti o impregnati di odio fanno a pezzi il mondo, creano un insidioso clima conflittuale. Si parlerà, nelle tavole rotonde e nelle discussioni di questo convegno, di tanti aspetti della convivenza globale. La questione, che ci angustia, è la pace. Qualcuno dirà che, posta così, è generica, che va articolata in prospettive specialistiche. Sarà ingenuo, ma lasciatemi dire che la visione unitaria della pace è quella  ereditata dalle religioni: una pace che abbraccia tutti e va dalla fine dei conflitti ai rapporti tra persone sino alla dimensione del cuore. In questo senso andrà –credo- l’intervento del metropolita Hilarion di Volokalamsk, presente con una significativa delegazione della Chiesa russa.