18/05/2012 Risanare il paese pensando ai più deboli

di gigasweb

Fonte: Famiglia Cristiana

 

Non voglio utilizzare Famiglia Cristiana per illustrare l'azione di Governo, ma qualcosa vorrei dire rispetto all'operazione che concentra più di un miliardo di euro per l'assistenza domiciliare agli anziani, per gli asili nido, per lo sviluppo dell'imprenditoria dei giovani.
 
Sono interventi diretti soprattutto al Mezzogiorno, ma non solo. Si tratta in buona parte di fondi europei già destinati alle regioni meridionali, che però non erano mai stati utilizzati. Un aspetto di questa scelta va sottolineato: il carattere sociale dell'iniziativa, che mira a sostenere la famiglia e i poveri. Si è detto che il Governo del premier Mario Monti è intervenuto con rigore sulla situazione economica del Paese, ma è stato disattento ai poveri.
 
Eravamo sull'orlo del fallimento, che sarebbe stato pagato da tutti, ma particolarmente dalle fasce sociali meno abbienti. Bisognava evitare la situazione che, purtroppo, sembra toccare oggi alla Grecia, in preda alle lacerazioni politiche e sempre più vicina al dissesto finanziario. Questa è sempre stata la priorità del Governo del quale faccio parte in qualità di ministro.
 
Di fronte a fondi che si sono resi disponibili (perché recuperati da un'attenta azione di gestione delle finanze dello Stato) si è scelta una destinazione sociale. Non lo dico per vantare qualcosa. Si preferirebbe fare molto di più. Tuttavia esistono priorità imposte dalla situazione economica che il Paese sta vivendo. Ma non c'è insensibilità verso il disagio e le difficoltà in cui versano gli italiani. Inoltre, questo disagio economico si è acuito con il progressivo disfarsi, nel corso degli anni, di tante reti (familiari, politiche, sociali) che hanno accompagnato per decenni la vita quotidiana degli italiani. I cittadini oggi sono più soli di fronte alle difficoltà economiche, con meno sostegno e con meno opportunità. Ne soffre in modo particolare la famiglia, su cui alla fine si scaricano le esigenze più diverse. Infatti, la famiglia è divenuta un grande ammortizzatore sociale, in mancanza di altre reti di protezione. Lì si vive una vera difficoltà specie rispetto ai più deboli, come i bambini, gli anziani o i disabili. La famiglia italiana è spesso l'ultima risorsa sociale per tanti: l'ultima rete, fuori dalla quale si finisce per rimanere soli.
 
Per questo ci si è concentrati proprio sul sostegno alla famiglia nelle sue fragilità più importanti. Indubbiamente, si vorrebbe fare di più per i più fragili, ma lo ripeto: bisognava evitare che la casa comune degli italiani crollasse. La speranza è che questa "casa" riprenda finalmente a crescere: sarà un beneficio per tutti.
 
È una speranza, non un'illusione.
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