01/02/2020 Gli spazi del Papa

di Redazione

Fonte: Osservatore Romano

Dall’Archivio della Gendarmeria Pontificia l’inedita ricostruzione della politica di Pio XII durante la seconda guerra mondiale

Lo studioso Cesare Catananti, medico, già direttore generale del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e docente di Storia della medicina, ha recentemente dato alle stampe un ampio saggio dal titolo «Il Vaticano nella tormenta» (Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2020, pagine 368, euro 25) che offre uno sguardo sul periodo tra il 1940 e il 1944 attraverso la prospettiva inedita dell’Archivio della Gendarmeria Pontificia. Pubblichiamo stralci dalla prefazione.

Pio XII è stato considerato a lungo nei dibattiti come il “Papa dei silenzi”. Si ricordi il famoso dramma di Rolf Hochhuth, Il Vicario, rappresentato nel 1963, che suscitò «denigrazioni accanite come consensi entusiasti» — scriveva Carlo Bo, introducendo la pubblicazione del testo di Hochhuth in italiano. Per lo scrittore cattolico, che non si mischiava al coro in difesa di Pio XII sulla questione della sorte degli ebrei nella guerra mondiale, «la Chiesa non è la principale accusata, è soltanto seduta fra gli altri sullo stesso banco, e non è poco».

L’ombra dei “silenzi” si è sempre allungata sulla figura di Papa Pacelli. Ma in che condizioni operò Pio XII? Qual era la realtà del Vaticano in tempo di guerra? Non si può rispondere alle domande sul comportamento di Papa Pacelli durante il secondo conflitto mondiale senza considerare quali fossero i limiti posti al suo agire. La mancanza di accesso alle fonti archivistiche vaticane, mentre si impostava il dibattito storiografico sulla Chiesa e la guerra, ha reso la discussione carente per numerosi aspetti.

Questo libro di Cesare Catananti, fondato invece sull’archivio della Gendarmeria Pontificia (ma non solamente), esamina con attenzione e in modo documentato quale fosse lo “spazio” del Papa durante la seconda guerra mondiale e nei nove mesi di occupazione nazista di Roma. È un saggio di storia “materiale”, importante anche perché il dibattito storiografico si è troppo allontanato dalla realtà, per concentrarsi sugli aspetti morali del comportamento del Papa. In questo volume si vede quanto sia importante e insostituibile l’uso delle fonti archivistiche vaticane.

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