09/05/2019 Il nazionalismo crescente ci porta nell’abisso della storia.

di Redazione

 

Come ricorda Francesco, le guerre mondiali sono figlie dell’idolatria della patria. Non dimentichiamolo. La riflessione di Andrea Riccardi sul tempo di oggi dalle colonne di Famiglia Cristiana

La lezione della Seconda Guerra Mondiale è stata dimenticata? La mia generazione l’ha appresa dalla viva voce di genitori e nonni: sofferenze, bombardamenti, prigionia dei soldati, fame, attese senza notizie di parenti in guerra o dispersi… Abbiamo imparato quale grande male portano con sé i nazionalismi: la guerra mondiale con l’orrore inconcepibile (eppure reale) della Shoah. Oggi ritornano toni e discorsi aggressivi contro gli “altri”: gruppi della popolazione (come i rom) o nazioni. È preoccupante.
Papa Francesco l’ha recentemente notato in un discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze sociali: i rapporti tra gli Stati – ha detto – si sviluppano spesso «in uno spirito più di contrapposizione che di cooperazione». E ha aggiunto: «La Chiesa osserva con preoccupazione il riemergere, un po` dovunque nel mondo, di correnti aggressive verso gli stranieri, specie gli immigrati, come pure quel crescente nazionalismo che tralascia il bene comune». È male difendere il proprio Paese?

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