06/05/2018 Paolo VI, il combattente mite Né amletico né restauratore

di Redazione

Fonte: Corriere della Sera

Lottò per rinnovare senza strappi. L’intervento di Andrea Riccardi al convegno del 9
e 10 maggio alla Cattolica di Milano in vista della canonizzazione di Papa Montini

Figlio della brescianità cattolica colta e borghese, nella sua vita, Giovanni Battista Montini è andato oltre questo mondo, segnando un’epoca e divenendo «segno di contraddizione» (è il titolo degli esercizi che Karol Wojtyla predicò a Paolo VI nel 1975). Non si è formato in seminario, ma in una casa bresciana, in cui pulsa il senso forte di appartenenza alla Chiesa locale. Il vescovo è riferimento indiscusso oltre il Papa, mentre i Montini, con libertà e criticità, discutono invece di varie vicende e personalità ecclesiastiche. I bresciani volevano qualcuno in Curia che rappresentasse il loro sentire e Giovanni Battista entra in Vaticano. A 26 anni, scrive che «la vita romana mi è sempre più repulsiva: il provinciale non ci vive bene».

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