20/04/2019 Sri Lanka, Riccardi (Sant’Egidio): il martirio dei cristiani non è finito

di Redazione

Fonte: Corriere della Sera

«In troppi paesi del mondo si muore andando in chiesa. Ormai in molti Paesi frequentare le chiese di Cristo e cattoliche non è solo un rito ma un atto di coraggio»

In troppi paesi del mondo si muore andando in chiesa. In Sri Lanka si viene uccisi anche il giorno di Pasqua, la festa più importante. Vari attentati hanno colpito tre chiese dell’isola e tre alberghi di lusso, dove soggiornano turisti stranieri. Il significato politico dell’attentato è ancora da decifrare. Si potrebbe pensare che sia un segnale agli stranieri e a una religione (il cristianesimo) considerata importata dagli stranieri. O un semplice atto per destabilizzare il paese.

Colpito luogo di convivenza multireligiosa
Ma la chiesa di Sant’Antonio, a Colombo, non solo è un santuario molto caro alla pietà dei cattolici dell’intera isola: basta andare ogni martedì per vederla affollatissima. C’è devozione anche da parte di musulmani, indù e buddisti alla statua del santo, in un luogo dove si conserva la memoria di un evento miracoloso. La chiesa è santuario nazionale, ma anche un luogo di convivenza multireligiosa, molto visitato a Colombo. La storia recente del Sri Lanka è gravida di tensioni. Nel 2009 sono state sconfitte dal governo le tigri tamil, insediate particolarmente nel Nord dell’isola. Ma i problemi non sono finiti, tanto che –dal 2018- è in vigore lo stato di emergenza, anche a seguito di alcuni attentati di estremisti buddisti contro i musulmani.

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